“Quando in alcune aziende ti rispondono che non c’è il defibrillatore perché ancora non è obbligatorio, scende un velo di tristezza misto ad una fitta nebbia che proviene dal… nulla.”
La cardioprotezione aziendale si compone di due elementi essenziali: il primo è il posizionamento di defibrillatori che si DEVONO avere a disposizione entro i due minuti, per avere la possibilità di defibrillare entro il quarto minuto come previsto dalla norma attuale ( d.l.g 116/2021 e decreto attuativo del 24 luglio 2023 – (GU Serie Generale n.171 del 24-07-2023); il secondo elemento è la formazione del maggior numero di persone (non solo degli addetti) per fare in modo che ogni giorno dell’anno a qualunque lavoratore possa essere garantita la possibilità di poter essere parte di un tentativo di rianimazione.
Quando poi però il DAE e la formazione non esistono, e muore un uomo perchè nessuno ha pensato di proteggere la vita di chi lavora, allora ci rendiamo conto che in alcuni luoghi di lavoro è come tornare indietro al Medioevo.
Quindi la risposta alla domanda:” È obbligatorio avere il DAE nei luoghi di lavoro?” La risposta è: NO, NON è un obbligo normativo, ma un valore sociale a tutela della vita di tutti.
A Seattle dal 1972 con il Dott. Leonard Cobb, è iniziato un progetto senza pari che ha portato la mortalità del 60% più basse che in ogni paese del mondo.
Una preghiera per questo povero postino che non ha avuto la fortuna di trovarsi al supermercato o in banca (dove il DAE di solito c’è) e non nel suo luogo di lavoro che ne era sprovvisto.
L’articolo pubblicato dalla Associazione Nazionale Lavoratori, parla di Poste Italiane.
Vediamo quanti altri morti si dovranno contare prima che la legge della presenza del DAE sia equiparata come in CANADA a quella dell’estintore…
Muore al lavoro: assenza defibrillatore riaccende il tema della sicurezza
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